10 dicembre, 2018

Il portale podistico
Stefano Baldini querela Roberto Barbi

Stefano Baldini querela Roberto Barbi

Tratto da Podisti.net . Nel mondo del podismo è scoppiata la bomba. L’intervista di Roberto Barbi ad Avvenire, da noi riportata testualmente, ha fatto arrabbiare di brutto Stefano Baldini che, accompagnato dal presidente della sua società, ha querelato per diffamazione l’atleta toscano. In particolare sarebbero state le prime parole, quando Barbi dice che “Sarei stato inferiore solo a Stefano Baldini, ma quando ho capito l’antifona, ho pensato che c’era solo un modo per essere competitivo, prendere l’Epo anch’io”.“Immagino perché mi chiamate – sono le prime parole dell’olimpionico – visto che non ho più gare

 in vista…”
– Scherziamo pure, ma ora che pensi?
“Non so cosa dire, davvero, e aggiungo che mi piace poco parlare di ciò”.
– Ma c’è una querela in corso.
“Qualcuno si deve pur dare una calmata. C’è gente che spara a zero solo per il gusto di gettare fango. Sta per anni in un ambiente e quando è costretto ad uscirne spara su tutto quanto c’è”.
– Ma tu Barbi lo conosci bene?
“Beh, non ha mai fatto tanti ritiri con la nazionale, poi era ai mondiali di Edmonton in azzurro nel 2001, proprio quando l’hanno trovato dopato e squalificato per la seconda volta”.
– L’hai più rivisto?
“Da allora mai più… e devo dire che non mi è pesato particolarmente”.
– Torniamo alla querela?
“Sono insinuazioni infamanti e piene di calunnie; non è più la battuta del bar, credo che la querela sia un atto dovuto. Non so come finirà, se ci saranno indagini o altro, se saranno chiamati a testimoniare i giornalisti, io mi difendo e basta”.
– Torniamo indietro nella tua carriera. Ricordiamo un anno con quindici controlli antidoping su di te?
“E’ vero, penso fosse il 1996, anno in cui ho corso tanto. Una decina di controlli tra federazione italiana e internazionale, l’atleta azzurro più controllato in assoluto, e molte di queste verifiche erano a sorpresa. In più i controlli dopo le vittorie alle gare d’alto livello. Mai nessun problema”.
– Barbi, invece, tre squalifiche, l’ultima a vita…
“Sono problemi suoi, forse si sentiva fortissimo e non accettava che qualcuno, o qualche… cento fosse più forte di lui”.
– La tua carriera è stata diversa…
“Guarda, io la mia la definirei una “carriera-scuola”. Da giovane avevo talento e vincevo le gare già dalle prime categorie. Nel mio ambiente e con i miei tecnici mi sono costruito mattone dopo mattone, anno dopo anno, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, sino ad arrivare alla vittoria olimpica. E ovviamente ai tanti altri successi che ho avuto in carriera”.
– Barbi dice pure che lo sport è dopato e che sono tantissimi gli amatori che si dopano…
“Io non nascondo certo il problema del doping, però so che le federazioni fanno i loro controlli che sicuramente funzionano. Poi mi rendo conto che con l’aumentare del business e delle ambizioni, c’è gente che farebbe qualsiasi cosa per emergere”.
– Chiaramente tu devi tutelare anche la tua attuale attività, quella di collaboratore della federazione atletica leggera…
“Ovvio, proprio adesso sto andando a Formia dove c’è un raduno di giovani promesse italiane, tra cui la stessa Judy Ekeh (Ndr: talentuosa atleta reggiana) di cui sono tutor. Ora sono collaboratore esterno, dò pareri e consigli nella specialità del mezzofondo. Qualcuno mi dice che dobbiamo cambiare questo o quello… Attenzione, io dò solo una collaborazione e consigli che spero siano competenti se non altro per la grande esperienza che ho come atleta. Ma io non comando proprio niente…
– Ma nel frattempo non stai con le mani in mano.
“No, sto frequentando un corso di management sportivo a Roma, poi farò anche i corsi da allenatore, per poter stare alla pari con i tecnici e con gli specialisti del settore. Sto imparando tanto, per restituire allo sport il tanto che mi ha dato. Perché per me lo sport resta ancora pieno di valori e questi sono l’educazione e la formazione della persona prima di tutto”.
– Magari prendi il patentino per allenare tua figlia…
“Dai, ragazzi, non scherziamo, mia figlia si sta divertendo e basta. Potrebbe smettere da oggi a domani. Magari, forse, se arriverà a fare sport da senior, vedremo, ma prima non credo proprio. E non chiedetemi i suoi risultati: ha fatto un triathlon a Rubiera, lei era contenta e a me basta così”.
Ad accompagnare Stefano Baldini presso lo studio del legale Cataliotti, è stato addirittura il presidente della Corradini Excelsior Rubiera, Marco Benati.
“Noi come società non c’entriamo niente – dice il deus ex machina della società rubierese – e non abbiamo fatto passi legali. La persona direttamente tirata in causa è proprio Stefano e quindi l’atto è partito ufficialmente da lui”.
– Ma voi come società cosa ne pensate?
“Il nostro parere conta poco – dice Benati – conterà di più quello della Procura della Repubblica. Dire che con Barbi sono arrabbiato, beh, è dire poco, lui non ha capito i suoi limiti fisici e tecnici. Questo gli ha fatto pensare di essere uguale agli altri e invece non è vero. Io Stefano l’ho seguito per 30 anni, ho visto come ha lavorato, come ha vissuto, come è cresciuto, sempre nel pieno rispetto delle leggi giuridiche e di quelle morali”.
– Certo che Barbi si poteva risparmiare questa uscita, in particolare quando dice che lui valeva 2h.14’ e il solo Baldini, con 2h.13’, era meglio di lui…
“Già: io credo che al mondo ci siano persone oneste e ladri, lui forse ha pensato che tutti rubino. Noi in passato abbiamo avuto qualche dubbio su alcuni atleti… e guarda caso sono finiti tutti nelle maglie dell’antidoping. A Barbi è andata bene più volte, sino a che lo hanno preso.
Ora lui fa addirittura la morale e dice che gli piacerebbe allenare i ragazzi…
Beh, io dico che i ragazzi della Corradini non glieli farò allenare di certo”.
– Ma querelare Barbi, non è un po’ come sparare sulla Croce Rossa?
“E’ uscita un’intervista in tutta Italia, poi ripresa da tutti i siti con dichiarazioni precise e questo è un fatto. Questa è diffamazione vera e propria e ad un fatto non si risponde a chiacchiere, ma con un altro fatto. In più credo che Stefano debba anche tutelare la sua attuale posizione in Fidal”.
– E in effetti, nei siti podistici, in particolare Podisti.Net, imperversano i commenti, ovviamente tutti contro Barbi…
“Beh, è ovvio – chiude Marco Benati – io credo che i podisti si siano sentiti offesi dal fatto che Barbi dica che l’80 per cento degli amatori assume sostanze dopanti”.

Scritto da Claudio Lavaggi

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