19 Settembre, 2019

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L’importanza dell’IMC nella definizione dell’allenamento

L’importanza dell’IMC nella definizione dell’allenamento

11542116_1606498312923415_3492335830757912717_nL’indice di massa corporea (IMC), in inglese Body Mass Index (BMI), è un dato biometrico determinato dal rapporto tra il peso e il quadrato dell’altezza di un soggetto: IMC=Peso/Altezza^2, il peso è espresso in kg e l’altezza in m. Questo indice viene utilizzato come indicatore di peso-forma, dando un’indicazione sul sovrappeso, sull’obesità e sullo stato di forma sia negli uomini che nelle donne adulti. Ovviamente questo dato è indicativo e da solo non può avere validità assoluta. Un errore che viene spesso commesso è quello di non considerare la composizione corporea, che in ogni individuo è soggettiva. Si dovrebbe integrare l’IMC con altri fattori legati allo stato di salute dell’atleta. Diamo delle indicazioni secondo la tabella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Come detto se si vuole approfondire l’argomento bisogna tenere conto anche della muscolatura, della percentuale di liquidi e della percentuale di massa grassa., misurabili grazie ad una buona bilancia impedenziometrica. In questo modo è possibile esprimere come segue i parametri che caratterizzano la composizione corporea:

UOMINI: IMC non superiore a 22 oppure massa grassa non superiore al 12%

DONNE: IMC non superiore a 20 oppure massa grassa non superiore al 20%

Mantenere un peso forma adeguato è fondamentale sia per l’atleta professionista, che per l’amatore che mira a certe prestazioni. Ovviamente per chi corre per il piacere di correre il discorso è diverso. Ci sono podisti che, anche se corrono da diversi anni sono in sovrappeso. Il fattore peso ha diverse correlazioni, innanzitutto più si è pesanti più è facile avere problemi tendinei e/o muscolari. Spesso migliorare l’alimentazione, con conseguente perdita di peso, è sufficiente per migliorare la propria prestazione a chilometro.

Un calcolo statistico dice che 1 kg di peso può essere valutato in circa 2,5 sec/km. Quindi avendo 10 kg in più su una distanza di 5km significa perdere oltre 2 minuti.

A volte gli effetti dell’allenamento sono amplificati a scapito di quelli ottenuti con una riduzione del peso corporeo. Come tutti gli eccessi anche la mancanza eccessiva di massa magra o la perdita eccessiva di peso sono controproducenti per la salute, prima ancora che per la prestazione. Se si ha la possibilità di misurare la massa grassa, questa non dovrebbe scendere sotto i valori del 10% per gli uomini e il 18% per le donne. Se si vuole scendere tali percentuali è bene farsi seguire,a livello alimentare da un medico-sportivo dietologo.

Una considerazione opportuna che ogni podista dovrebbe fare è stabilire la distanza da correre in base all’IMC; a questo proposito viene spesso commesso l’errore di ritenersi idonei a correre qualsiasi distanza e per qualunque carico settimanale senza tenere conto della propria condizione fisica. Se si vuole fare una classificazione empirica sulla distanza da poter fare in base al proprio IMC potremmo dire che:

IMC inferiore a 22 – Peso ottimale per Maratona e ultramaratona.

IMC inferiore a 24 – Peso compatibile con un chilometraggio settimanale di 80 km e gare fino alla mezza (esclusa maratona).

IMC inferiore a 26 – Peso compatibile con un chilometraggio settimanale di 60 km e gare fino ai 10.000 mt.

IMC inferiore a 28 – Peso compatibile solo con il jogging e uscite massimo di 6-8 km.

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