07 Dicembre, 2022

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Amarcord (la minipodistica che non c'era)

Amarcord (la minipodistica che non c'era)

Quasi ogni domenica alla partenza della minipodistica della classica di turno rimango affascinato dall’entusiasmo dei ragazzi e dei bambini  schierati sulla linea di partenza, imcrocio i loro sguardi carichi di emozione le loro espressioni mi fanno tenerezza ,in loro mi rivedo ragazzino e riesco a capire le loro sensazioni, immaginare i loro pensieri e mi chiedo se da grandi ricorderanno con piacere questi momenti come ora io stò facendo.il colpo di pistola del giudice di gare che da lo start mi riporta alla realtà, i più grandi corrono forte,i piccoli sgambbettano ancora un po incerti e sprizzano gioia da tutti i pori e mentre si allontanano all’orizzonte io non posso fare ameno di tornare al passato. Lo scenario era certamente diverso anche perchè erano i primi anni 70 ma soprattutto perchè allora la minipodistica ancora non c’era (si è iniziato a correrla qualche anno dopo) e i pochi ragazzini che c’erano facevano la stessa distanza dei grandi ed allora le corse erano molto lunghe,  ad esempio  nel 1975 alla” caminada par san zorz” Margherita Gargioni allora dodicenne vinse la gara femminile. avevo tredici anni all’epoca e figuratevi quale idea io come gli altri ragazzini potevamo avere delle  distanze, per noi i km erano un’entità sconosciuta, i cartelli che indicavano le distanze erano un lusso e sul percorso spesso c’erano persone che ne sapevano meno di noi. Capitava che in corsa dopo pochi km ormai trafelati si trovasse qualcuno che indicava il percorso e con il poco fiato rimasto e con non poca difficoltà si trovasse la forza di chiedere ” quanto manca” ed ottenere come risposta un “a che ora”.Altri tempi certo ma quanti bei ricordi, in molte gare la distanza era molto”elastica”la misurazione del percorso era spesso fatta ad occhio e se chi la faceva ne aveva invece di 12 km erano 13 ma spesso capitava  che fossero molti di più di quelli dichiarati, raramente erano meno. Al giorno d’oggi i percorsi si misurano in bici con il contachilometri e ormai molti podisti anno l’orologio satellitare tutto preciso ma…….quanta nostalgia per il podismo ruspante e sobrio di quegli anni di cui vi racconterò ancora nel prossimo amarcord.

Buona corsa

Daniele Trevisi.

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2 Comments

  1. Stefano

    Ho inizato a correre nel 1976 e nel leggere l’Amarcord di Daniele mi sono pienamente ritrovato in tutto ciò che ha scritto e lo trovo molto interessante,continua così.
    Colgo l’occasione per fare i complimenti a Daniele per come sa, con la sua esperienza e la sua simpatia, intrattenere sia podisti che il pubblico

    CIAO

  2. Mose

    Daniele ha ragione, le gare a quei tempi erano veramente molto “alla buona” comunque c’era una gran voglia di partecipare e ricordo che in alcuni casi si andava alle Zampine piuttosto che a Francolino in bicicletta(a metà anni settanta causa dell’austerity, le auto di Domenica non potevano circolare) si correva….. e poi tutti di ritorno in bicicletta, pronti a ripartire la Domenica successiva, sperando che la gara non fosse molto lontana
    Ringrazio Daniele che con questa “Sua” rubrica ci riporta alle nostre prime gare
    Buona corsa a tutti
    Mosè Fabbri

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